INFERNO MA NON TROPPO

“Ah che viaggio emozionante! Un viaggio che ci ha condotti nell’ultimo cerchio, quello del palcoscenico e del teatro. Un cerchio magico dove solo le cose più vere accadono. Un luogo dove sembra che i secoli non siano mai passati, perché i vizi e le virtù degli esseri umani, sono sempre gli stessi!Un posto dove sentirsi semplicemente persona tra le persone, che attraverso la gestualità, la musica e le storie hanno voglia di risvegliare la propria anima.
E l’anima o dorme o è sveglia, è libera; non conosce resistenze o pregiudizi.
Un piacevole percorso tra passato e presente, tra immaginazione e realtà alla scoperta di sé e degli altri. E non c’è, nella realtà, legge più forte dell’amore che sta al centro delle nostre relazioni che non può e non deve avere barriere, perché anche oggi come allora è ancora L’ Amor che move il sole e l’altre stelle.”

Così termina lo spettacolo ‘Inferno ma non troppo’, con questa riflessione che i ragazzi propongono con grande sentimento agli spettatori.

Si tratta di una commedia teatrale liberamente ispirata alla cantica dell’ inferno di Dante Alighieri. La piece teatrale non ha lo scopo di celebrare l’opera in sé, già acclamata e riconosciuta in tutto il mondo ma di mettere al centro dell’ attenzione l’ uomo (Dante appunto) e il suo viaggio. Un viaggio che il protagonista affronta con pazienza e coraggio e durante il quale emergono le sue debolezze e fragilità. Dante mette in discussione le sue sicurezze, si pone delle domande alle quali cerca di trovare delle risposte che abbiano un senso e che alla fine troverà solo nelle relazioni che instaurerà con gli altri personaggi che incontrerà durante il suo viaggio: dall’ incontro con Virgilio ( che rappresenta la sua coscienza) passando per le anime dannate ( che cercheranno di corromperlo) fino a maga Tiressa (provocatrice e cialtrona). Dante alla fine capisce che la cosa più importante della nostra esistenza è proprio la grande possibilità che ha l’ essere umano di creare relazioni e di condividere le proprie emozioni con gli altri. E quale ” luogo ” attivo, se non quello del teatro è più adeguato per la nascita di queste relazioni e per la condivisione dei propri stati d’animo.

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